Franca Rame: io la trovavo bellissima. Irragiungibile. Credo che gran parte delle motivazioni della brutale violenza che dovette subire non furono politiche. Fu la sua aura di austera , algida intelligenza che non si piegava a sotterfugi da chierici. Il suo modo di proporre atroci verità senza appello. La sua ferrea volontà di riaffermare identità e diritti delle donne in una società opulenta dominato dall' ipocrisia democristiana. Non sono mai stato del tutto convinto della appartenenza alla Destra dei suoi violentatori. E poi quale Destra? Ho sempre immaginato quello di Franca Rame uno "stupro di Stato" come "delitto di Stato" fu quello di Aldo Moro. Parlammo di Franca Rame. Le ragazze del nostro gruppo politico, si sa che le donne inorridiscono nei confronti dello stupro mentre gli uomini hanno reazioni più circospette, proposero subito un assemblea all'Università e un volantino. Facemmo tutte e due, con grande successo. Io suggerii di mandare il volantino a Franca, con una lettera in cui le dichiarammo al nostra solidarietà. Non rispose . Ci rimanemmo tutti male, ed io per molti anni mi chiesi se l'avesse mai letto. La rividi , da senatrice. Aveva l'aria di una saggia ma battagliera signora, un pochino sbadata. poi lessi la sua lettera di dimissioni dal senato. Mi colpì una frase: "A volte mi capita di pensare che una vena di follia serpeggi in quest’ambiente ovattato e impregnato di potere, di scontri e trame di dominio. L’agenda dei leader politici è dettata dalla sete spasmodica di visibilità, conquistata gareggiando in polemiche esasperate e strumentali, risse furibonde, sia in Parlamento che in televisione e su i media. E spesso lo spettacolo a cui si assiste non “onora” gli “Onorevoli”. Ricordo che in quel volantino di tanti anni fa scrivemmo: "L'onore e la dignità delle donne non si compra al mercato". Ne sono, naturalmente, ancora convinto.
lunedì 27 luglio 2009
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