lunedì 11 ottobre 2010

CHIAMATE LE COSE COL LORO NOME. E' UNA GUERRA SPORCA


“Goditi lo spettacolo”, grida, durante i funerali, un parente di uno dei militari morto in Afghanistan nei confronti del ministro La Russa. Lui non fa una piega e commenta che in tali momenti bisogna sopportare ogni tipo di sfogo dai congiunti addolorati. E’ vero. Poi, i...n conferenza stampa, indica il “suo” rimedio ai mali di una guerra : armare di bombe i nostri aerei. Non sono un esperto di cose militari e non so se le bombe eviterebbero altre vittime. Da quel poco che so le bombe nei confronti degli attentatori non servono ad un fico secco ma , ripeto, posso sbagliare. Il punto è un altro. C’è una domanda che vorrei fare da tempo al ministro o chi per lui, semplice semplice: ma questa è una guerra o no? Ma perché vi ostinite a chiamarla missione di pace? E’ una guerra. Ed è una guerra sporca. Una guerra senza quartiere tra terroristi, produttori di droga, servizi segreti, avventurieri di ogni genere, mercenari, consulenti a contratto e chi più ne ha più ne metta.

mercoledì 21 ottobre 2009

Saviano: un eroe dei nostri tempi (mediatici e fasulli)


I pochi giornalisti coraggiosi ( e rigorosamente free lance perchè altrimenti non avrebbero nemmeno potuto esprimersi ) che avevano avanzato dei dubbi su Roberto Saviano e sulla sua carriera di eroe mediatico venivano appellati amici dei camorristi. Un paio di miei articoli in tal senso mi fecero guadagnare sdegno e riprovazione di tanti colleghi e opinionisti allineati. Ora che il capo della mobile di Napoli, uno dei migliori poliziotti d'Italia, rivela che emise parere contario alla scorta del bel tenebroso dell'anticamorra di celluloide, viene additato al pubblico ludibrio. D'Avanzo in testa e dietro di lui il solito codazzo di opinionisti in cerca d'autore gridano allo scandalo, tanto da guadagnare l'appoggio del capo della polizia che rassicura tutti: scorta fissa a Saviano, anzi rafforzata. E mentre Pantalone paga e la holding Saviano guadagna altri milioni di euro la camorra continua a guardare con timore solo ai veri nemici: capo della mobile di Napoli in testa.

sabato 3 ottobre 2009

A proposito, noi leggevamo Play Boy...


Allora, ricordo che alle prime note dell' hammond anche i più timidi si facevano avanti. E per le ragazze più belle non c'era scampo. E la clip era 16 mm. E il disco in vinile. E si ballava sulla terrazza dell'amico più ricco. E avevam...o la camicia come Robin Trower. E di roba ne circolava poca, solo un pò di fumo. E qualcuno si innamorava davvero. E..ma mi sembra tutto così più bello di oggi solo perchè allora ero tanto giovane?

A proposito, noi leggevamo Play Boy...

I conti non tornano


Dunque ricapitoliamo
Qualcuno riceve escort a domicilio, retribuendole con 2000 €.
Sulle nostre strade i proletari e impiegati di secondo livello imbarcano in auto povere disgraziate dell'Est per 50 €. Ma vengono multati per 500 €. dai Carabinieri
I capitali di origine truffaldina (miliardi di €.) si lavano con il 5 per cento
Se non paghi un paio di rate del mutuo (1000 €.) rischi di perdere la casa
Ora, non ci vuole un ministro dell'Economia per capire che i conti non tornano

I 50 cents della mia vaccinazione non li avrete!


Siamo cavie inconsapevoli. Burattini di sistemi economici globali che neanche riusciamo a concepire. I nostri bambini da giorni si lavano le mani con amuchina, nelle scuole campeggiano cartelli con norme anticontagio, ad ogni starnuto mamme preoccupa...te scrutano segnali inquietanti. Intanto, le grandi multinazionali del farmaco accumulano miliardi di dollari. E allora,mi direte, cosa puoi fare tu umile, piccolo burattino del sistema? Un beneamato c.... Ma i 50 cent della mia vaccinazione non li avranno!

Cari amici e amiche, vorrei che voi leggeste questo breve articolo. L'autore è Giorgio Israel che, per chi non lo sapesse, è il consulente tecnico del ministro Gelmini ovvero il vero autore della riforma della scuola. Ora, lungi da me ogni polemica, vorrei che voi verificaste cosa pensa il professore Israel della "schedatura" dei bambini Rom a suo tempo proposta dalla Lega. Dopo la lettura un pensiero al fatto che il professore in questione è quello che ha "riformato" la scuola elementare e dell'infanzia dei nostri figli non sarebbe male. Buona lettura e riflessione a tutti.
p.s.
Se dopo la lettura vi siete incuriositi sul pensiero del professore Israel cercate un po' su Google, troverete anche il suo giudizio sul presidente degli Stati Uniti. Così vi fate il quadro completo.....

domenica 16 agosto 2009

Due grandi uomini

La Destra e la Sinistra non esistono più. E per questo non esiste più in Italia neanche la politica.E non è solo una notazione ideologica. E' una constatazione sulla qualità degli uomini. I giovani della mia generazione impegnati in politica, avevano due fari umani a cui rivolgersi, una volta che avevano impresso nelle loro menti e nei loro cuori un'ideologia. Almirante e Berlinguer rappresentavano le icone di due schieramenti. Due grandi uomini. Due politici di cui ognuno, a Destra e Sinistra, poteva andare fiero. Solo pochissimi anni fà ho saputo che quei due garndi uomini, riconoscendo l'essenza simile del loro animo, si erano incontrati in segreto più volte per parlare dei destini dell' Italia. Per sei volte, tra il 1978 e il 1979, Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante si incontrarono segretamente. Per sei volte discussero e confrontarono le loro idee di Governo, senza che nessuno lo sapesse nè i colleghi nè tantomeno i loro elettori, in una stanza all'ultimo piano del palazzo di Montecitorio. Da quesli incontri si sancì il reciproco riconoscimento della lealtà e della grandezza dell'avversario. Traggo alcune righe da un documento storico divulgato di recente.
Solo quattro uomini sono stati testimoni di quegli incontri riservatissimi, e tre di loro ormai sono morti. Il quarto, l'ultimo, ne parla per la prima volta oggi, vent' anni dopo. E' Massimo Magliaro, il giornalista che fu per 18 anni consigliere e collaboratore di Giorgio Almirante, diventandone il suo portavoce e la sua ombra.
"La prima volta - ricorda - ebbi l'impressione che si incontrassero per caso, che non ci fosse un appuntamento. Era un venerdì sera, la Camera era ormai deserta e in quel corridoio che portava alla commissione Esteri eravamo in quattro: Berlinguer e Tonino Tatò da una parte, Almirante ed io dall'altra. I due segretari si avvicinarono lentamente, si strinsero la mano con un sorriso un po' timido e poi si appartarono dietro una porta, su un divano di pelle. Io e Tatò restammo fuori, a discutere del più e del meno. Lui stava da una parte, io dall'altra, lui era un rosso e io un nero, avevamo poco da dirci: il tempo, il traffico, il campionato. Almirante e Berlinguer, invece, potevano permettersi di allontanarsi per un'ora dalle rispettive trincee e affrontare insieme, senza che nessuno lo sapesse, l'argomento che ossessionava tutti e due: il terrorismo".
Quello che i due leader si dicevano, oltre quella porta, forse non lo sapremo mai. Magliaro ammette di non aver ricevuto una sola confidenza, sul contenuto dei colloqui. "Ricordo solo che quella volta Almirante mi confidò: " Quell'uomo è un avversario leale e corretto". Non mi disse neppure che ci sarebbero stati altri incontri". Ce ne furono altri cinque, sempre nello stesso luogo, e sempre di sera, quando il palazzo si era già svuotato. "Ricordo che sceglievano il lunedì, quando il grosso dei deputati non era ancora arrivato, o il venerdì, quando erano già ripartiti tutti per i collegi". Non fu il caso, a decidere gli altri colloqui: "Si davano degli appuntamenti, forse per telefono, e mai attraverso altre persone: io stesso, che stavo tutto il giorno accanto al segretario, lo sapevo all'ultimo momento, quando vedevo arrivare gli altri due".
Perché dovevano restare segreti, quegli appuntamenti? "Erano altri tempi" risponde secco Magliaro. Già. Rossi e neri si scontravano nelle piazze, c'era il muro contro muro, molti non avrebbero capito perché il capo della destra doveva incontrare il capo della sinistra, e viceversa. In quei due anni, tra il 1978 e il 1979, l'attacco del terrorismo raggiunse la massima intensità: 4892 attentati, 59 assassinii e 155 ferimenti, quasi il doppio di fatti di sangue rispetto ai due anni precedenti. Dopo il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, c'erano stati gli agguati mortali al giudice Emilio Alessandrini e all'operaio Guido Rossa, al colonnello Antonio Varisco e al dirigente della Fiat Carlo Ghiglieno. Brigate Rosse e Prima Line a erano i gruppi più attivi, con 218 attentati, ma anche i neri si facevano sentire: i Nuclei Armati Rivoluzionari rivendicarono 16 assalti, e altri 6 furono firmati da "Siam Fascisti".